L’Iran, i media occidentali e l’aggressività di Twitter

Interessante intervista di Nathalie Tocca, Direttore IAI

«È evidente che ci sono dei gruppi della diaspora iraniana, negli Stati Uniti, in Occidente, che hanno un’agenda in Iran. La mia constatazione è stata semplicemente che non c’è una rivoluzione in corso e credo che un minimo di onestà intellettuale sia doveroso per un think tank come l’Istituto Affari Internazionali»

Veda su Youtube la video dell’intervista di Nathalie Tocci: https://www.youtube.com/watch?v=6TOLwaDkCFU&feature=youtu.be

I fatti:

The Guardian, estratto dell’articolo di Saeed Kamali Dehgan, corrispondente in Iran :
https://www.theguardian.com/world/2018/jan/09/iran-protests-deaths-custody-human-rights#img-1

“Attivisti per i diritti umani in Iran hanno sollevato preoccupazioni per gli arresti di massa durante le più grandi proteste del paese in quasi un decennio dopo la morte di almeno tre manifestanti in una famosa prigione di Teheran.
Due membri del Parlamento iraniano vicino al campo riformista hanno confermato lunedì (8 gennaio) che un detenuto, Sina Ghanbari, era morto nella prigione di Evin.
L’ovest ignora il potere del popolo iraniano a suo rischio e pericolo.
Separatamente, Nasrin Sotoudeh, un importante avvocato per i diritti umani, ha detto al Guardian al telefono da Teheran che almeno altri due manifestanti sono morti in prigione. Non sono ancora stati identificati.
Almeno 21 persone sono morte dopo violenti scontri tra manifestanti e guardie di sicurezza durante più di una settimana di manifestazioni. La maggior parte di quelli uccisi erano manifestanti e alcuni erano guardie di sicurezza, secondo i funzionari. Più di 1.000 persone, tra cui almeno 90 studenti, sono state arrestate…”

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Autore

Economista e storico, direttore del centro LIBREPRESSION, Fondazione Giuseppe di Vagno

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