Elezioni municipali tunisine, 6 maggio 2018

© Tawfiq Omrane – “I due vecchi (Ghannouchi e Sebsi) festegianno l’astensione” – “les deux vieux (Gannouchi et Sebsi) fêtent l’abstention” – “The two old men (Ghannouchi and Sebsi) clink glasses to abstention”

Per le prime elezioni municipali in Tunisia dopo la rivoluzione: assenza di partecipazione (ha votato circa il 34% della popolazione avente diritto), giovani in disparte, donne in prima linea e liste civiche, queste le parole chiavi all’indomani del voto. Elezioni sotto silenzio. Anche la stampa ha disertato il suo ruolo o forse a volte il silenzio è eloquente. Assordante.

La scarsa partecipazione – previsione confermata – colpisce ma non meraviglia, soprattutto l’astensionismo dei giovani: un Paese giovanissimo – la media dell’età sfiora i trent’anni – che non pensa ai giovani come può chiedere il loro voto? La gente era rassegnata, sfiduciata e disinteressata prima del voto, almeno nella maggioranza. Soprattutto i giovani sono lontani dalla politica. Una minoranza significativa però della popolazione è molto attiva e non ha dimenticato l’eredità dell’associazionismo e dell’impegno civile che in Tunisia ha radici profonde.


Ricorderemo queste elezioni come quelle dell’esplosione delle liste civiche indipendenti: dai partiti, dal sistema. Sono formazioni laiche, con una forte presenza femminile, molto fattive, legate ai programmi non alle idee secondo la logica del fare invece che del raccontare e promettere. L’emergenza si chiama lavoro, origine di tutti i mali sociali, legata più che alla scarsa ripresa del Paese e alla congiuntura alla corruzione e a una macchina farraginosa sia a livello politico sia amministrativo. Il partito religioso Ennahdha (di Rached Gannouchi) sembrava trionfare in un primo tempo. Non è così ma certo il populismo nei paesi in crisi del Mediterraneo tiene comunque testa. Curioso che in un clima di sfiducia si dia credito al partito che all’indomani della rivoluzione del 2011 aveva vinto le elezioni usando il cavallo di battaglia del lavoro. Arretra Nidaa Tounès, partito uscente di governo (Del presidente della Repubblica Béji Caïd Essebsi), il quale aveva vinto le elezioni legislative e presidenziali del 2014, e si nota la scarsa presenza dei partiti storici della sinistra.

© Tawfiq Omrane – L’islamista Ghannouchi ha promesso il Wifi gratuito, in tutti i posti dove il suo partito vinverà – “L’islamiste Ghannouchi a promis le wifi gratuit dans toutes les villes où son parti sera élu” – “The islamist Ghannouchi promissed Free wifi in all places where his party will be elected”

Emerge certamente in primo piano la presenza femminile, anche per la legge che impone che il 50% dei candidati sia donna, sostenuta fortemente dal partito religioso: potrebbe essere donna, si tratta di  Souad Abderrahim, 54 anni, farmacista ed ex prigioniera politica, il sindaco di Tunisi e sarebbe la prima volta. La questione non è tanto di numero però ma della proposta al femminile e di una certa strumentalizzazione delle donne come immagine di rinnovamento di alcuni partiti.

© Tawfiq Omrane – “Una velata in testa della lista del Fronte Popolare (sinistra), una liberale in testa della lista di Ennadha (partito islamista): la sinistra si converte all’islam e gli islamisti lo lasciano!” – Une voilée tête de liste du Front Populaire (gauche); une libérale tête de liste d’Ennadha (parti islamiste): la gauche se convertit à l’islam et les islamistes le quittent!” – “A veiled women head of the Front populaire list (left wing); a liberal women head of Ennahda (islamist party): The left turn to islam and islamist leave it!”

Le liste civiche sono la vera novità. In testa ad esempio nel quartiere internazionale, banlieue nord di Tunisi, la Marsa, la lista “La Marsa change” che distanzia di molto il partito religioso. Il dato che al momento a mio parere deve preoccupare di più è la marginalizzazione dei giovani, la cui voce è stata dimenticata. Alle donne va l’invito in tal senso, di uscire dalla logica del confronto sulle quote per promuovere il futuro del Paese puntando sulle risorse del domani.

Ilaria Guidantoni, 7 maggio 2018

© Tawfiq Omrane – “Municipali… e dopo: “vi ho dato mio voto, e voi che cosa mi date?” – “Local election… and after: “I gave you my voice, and you what are you going to give me?”
Seguiteci sui social network:

Autore

Economista e storico, direttore del centro LIBREPRESSION, Fondazione Giuseppe di Vagno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *