Operazione “Eaten Fish”

Bill Stott, presidente della PCO UK (l’Associazione Professionale dei vignettisti di stampa), su Twitter e Facebook ha avvisato il mondo dei vignettisti sul caso Eaten Fish, pseudonimo di un giovane artista iraniana (Ali Durrani), che è fuggito dal suo paese in Australia dove è arrivato il 19 luglio 2013. In conformità con la politica per i migranti di quel paese, che non hanno ottenuto lo status di rifugiato, è stato internato sull’isola di Manus in Papua Nuova Guinea, in un campo, dove il governo australiano detiene i migranti arrivati ​​illegalmente via mare. Nel mese di febbraio 2017, ha iniziato uno sciopero della fame perché le autorità australiane lui hanno negato delle cure, è stato vittime di abusi sessuali e che i suoi giorni erano in pericolo.

Auto rittrato di Eaten Fish (Ali Burani) pubblicato da The Guardian

Facendo eco a Bill Scott, Pierre Ballouhey (membro del Consiglio Scientifico del LIBREXPRESSION) a metà febbraio 2017, ha allertato la comunità dei vignettisti francesi e i membri della sua associazione France Cartoons e ha avviato l’azione collettiva. Poi, come Bill Sott ha fatto per PCO UK, ha scritto all’Ambasciatore australiano a Parigi per conto di France-Cartoons. “Non capiamo perché non sia stato permesso a Eaten Fish di stare sul territorio australiano, è fuggito dalla Repubblica Islamica dell’Iran dove c’è poca considerazione per i diritti umani, non credo che questo sia il caso dell’Australia.”

Bill Stott di PCO UK e il CRNI (Cartoonists Rights Network International (https://cartoonistsrights.org) hanno chiesto alla comunità dei vignettisti di disegnare pesci per protestare contro la situazione di Eaten Fish e di pubblicare post su Twitter con l’hashtag #EatenFish #addafish #ManusIsland @DIBPAustralia @govAU @ Francia-Cartoons .

L’obiettivo era di riempire di pesci Twitter, sostenendo una migliore situazione per Ali. Il risultato è stato sorprendente per la quantità di disegni che sono stati retwittati da PCO, CRNI e altri utenti di Internet, in modo da riapparire più volte. La home page di Twitter puzzava di pesce come quelle del Dipartimento di Immigrazione di Stato, del Governo australiano, dell’isola di Manus e di EatenFish.

Poi Pierre ha aperto un account twitter di France-Cartoons per accelerare l’effetto palla di neve:

https://twitter.com/FranceCartoons

Adene, Alain-Julien, Babache, Ballouhey, Battì, Bauer, Biz, Bonfim, Cambon, Cointe, Daullé, De Angelis, Delucq, Djony, Fidèle Castor, Gibo, Gouzil, Govin, Gruet, Ali Hamra, Pesso, Jak, Jépida, Lounis, Luc, Man, Marzio Mariani, Miss Lilou, Nagy, Nardi, Notto, Olive, Phil, Placide, Puglia, Rafagé, Renault, Rousso, Izel Rozental, Savignac, Sondron, Syl, Trax, Tym!, Véesse, e molti altri hanno partecipato all’operazione « Eaten fish » sull conto @France-Cartoons.

The Guardian ha pubblicato un bel articolo riassumendo la storia di Eaten Fish :

https://www.theguardian.com/australia-news/2017/dec/19/eaten-fish-manus-islands-refugee-cartoonist-moves-to-northern-europe

Oltre agli estratti del libro di EatenFish che ha documentato la sua detenzione, tra cui la morte di un suo amico e co-nazionale, Faysal Ishak Ahmed:

https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/jul/20/the-terrible-true-story-of-mr-eaten-fish-manus-island-cartoonist

Con tutte queste azioni e gli sforzi della Rete Internazionale del Rifugio (International of Refuge Network o ICORN – una rete di città e regioni che offrono una residenza a lungo termine per scrittori e artisti persecutati: https://www.icorn.org), l’avvocato Janet Galbraith e del Guardian First Dog on the Moon (pseudonimo del vignettista di The Guardian, Andrew Marlton) di CRNI, Ali Durrani – alias Eaten Fish – è stato finalmente rilasciato. Ha trovato rifugio, per due anni, in un luogo ancora tenuto segreto in una città membro dell’ICORN del nord Europa. Ali Durrani è la seconda persona ad essere salvata dal campo di detenzione offshore australiano. A novembre, il 24enne rifugiato iraniano, Amir Taghinia, ha ottenuto l’asilo in Canada, con l’aiuto di un gruppo di cittadini della Columbia Britannica.

Galleria di vignette dell’operazione “Eaten Fish”


Seguiteci sui social network:

Autore

Economista e storico, direttore del centro LIBREPRESSION, Fondazione Giuseppe di Vagno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *