Il mappamondo di Trump

Non posso resistere a proporvi la vignetta di Peter Kuper del New Yorker, presentendo il mappamondo secondo Trump dopo le sue dichiarazioni sui immigranti:

© Peter Kuper, for The New Yorker

I fatti: estratto dell’articolo di John Cassidy nel New Yorker del 12 gennaio 2018: “Un racista nell’ufficio ovale”.
https://www.newyorker.com/news/our-columnists/trump-shithole-comment-racist-in-the-oval-office?mbid=nl_Daily%20011218%20Nonsubs&CNDID=49480322&spMailingID=12736804&spUserID=MTg4OTQzMTczOTM2S0&spJobID=1321138695&spReportId=MTMyMTEzODY5NQS2

Secondo il Times (benché fosse Josh Dawsey del Washington Post che per primo ha racontato la storia), il senatore repubblicano Lindsey Graham e il senatore democratico Dick Durbin hanno presentato a Trump un piano che taglierebbe l’attuale programma di lotterie dei visti e ridistribuirne alcuni agli immigrati provenienti da paesi in difficoltà come Haiti, El Salvador e un certo numero di nazioni africane i cui cittadini hanno ottenuto il cosiddetto status di protezione temporanea negli Stati Uniti. Negli ultimi mesi l’amministrazione ha iniziato a cancellare lo status protetto di diversi gruppi di immigranti – da ultimo, de Salvadore – e sembra che la menzione di Haiti abbia infastidito il Presidente. Quando la discussione si è spostata sui paesi africani, secondo quanto riferito, Trump avrenbbe dichiarato: “Perché stiamo facendo venire qui tutte queste persone dai paesi di merda (“shithole”) ?” E ha aggiunto che gli Stati Uniti dovrebbero ammettere più persone da paesi come la Norvegia.

Referenze :
– Articolo del New York Times
https://www.nytimes.com/2018/01/11/us/politics/trump-shithole-countries.html?_r=0
– Articolo del Whashington Post :
https://www.washingtonpost.com/politics/trump-attacks-protections-for-immigrants-from-shithole-countries-in-oval-office-meeting/2018/01/11/bfc0725c-f711-11e7-91af-31ac729add94_story.html?tid=pm_politics_pop&utm_term=.2cb9fff77efd

Vignetta Di Gianfranco UBER: l’incubo di Trump

© Uber
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Autore

Economista e storico, direttore del centro LIBREPRESSION, Fondazione Giuseppe di Vagno

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